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No, a condannati nelle liste

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Messaggi nella discussione (7 messaggi)

No, a condannati nelle liste

La necessità di una scelta oculata
Dal momento che è ormai scontato che nel prossimo aprile i cittadini saranno chiamati a votare con la stessa legge elettorale del 2006, il movimento Italia onesta intende fornire alcuni suggerimenti.
Uno è già stato dato (v. Messaggero Veneto del 31 gennaio scorso): era un’esortazione a restituire il certificato elettorale nelle mani del prefetto poiché al cittadino non è consentito di scegliere oltre al partito (o alla coalizione) anche il candidato che, a suo insindacabile giudizio, possa essere degno di rappresentarlo.
Non è dato sapere quanto questo invito – che sarebbe un notevole segnale di civismo inviato a coloro che intendono amministrare il paese – sarà recepito dall’elettore. Pertanto, a chi proprio intendesse recarsi alle urne non possiamo che raccomandare di scegliere liste nelle quali prevedibilmente non esistano individui di dubbia moralità, individui già condannati per reati contro il patrimonio e per sottrazione illecita, per bancarotta e per immoralità ben nota, personaggi che, fra l’altro, hanno già subito la detenzione nelle patrie galere.
Poiché, infatti, le candidature saranno approntate nelle ermetiche stanze delle segreterie dei partiti, è fuor di dubbio che nelle liste compariranno nomi quantomeno discutibili, nomi di condannati per vari reati, anche di notevole gravità, dai quali è auspicabile nessun cittadino voglia essere rappresentato.
A questo proposito è necessario un chiarimento: l’intransigenza palesata dal centrodestra nel negare qualsiasi possibilità di modificare la legge elettorale prima dello scioglimento delle Camere – così come auspicava il Presidente della Repubblica conferendo un improbo mandato al presidente Marini –, non è stata determinata soltanto dai sondaggi d’opinione che vedono Berlusconi & C, in vantaggio sul PD. No, e non lasciamoci ingannare. Quell’intransigenza è prevalentemente scaturita da un fatto contingente e cioè dalla volontà di riportare in Parlamento alcuni personaggi che, con ogni probabilità, se si fosse data al cittadino la possibilità di esprimere la preferenza, non sarebbero rieletti.
In altri termini ci sono deputati e senatori che pur con pesanti condanne sul groppone, potranno rientrare nelle aule parlamentari solo grazie a questa legge elettorale che, non casualmente, è definita porcellum.
Orbene, se i cittadini non vogliono sentirsi responsabili di questi “ritorni” o dell’arrivo di new entry dal medesimo basso profilo, se proprio non vogliono restituire il certificato elettorale al prefetto o al ministro dell’Interno, almeno scelgano con avvedutezza la parte politica dando il voto a quella lista o a quella coalizione nella quale non vi siano personaggi del tipo di cui si è detto. Così operando si avrà almeno la coscienza di mandare nelle aule più nobili del paese personaggi che non ci facciano vergognare dinanzi alla platea interna e internazionale.
È infatti tempo che si riscopra l’etica nella politica, ma per giungere a questo obbiettivo è necessario eleggere uomini e donne di diritta spina dorsale, di buona cultura e di certa rettitudine. Altrimenti non resterà che da recitare il mea culpa ove anche nel prossimo parlamento dovessero verificarsi episodi incresciosi come quelli ai quali abbiamo assistito nell’ormai trascorsa legislatura.
Nico Grilloni
Presidente del
Movimento Italia onesta

 

Inviato da nico lunedì 25 febbraio 2008 alle 16:59 Rispondi

R: No, a condannati nelle liste

Il problema è che qui a udine, come presumo anche in altre città italiane, non ci si è posti nemmeno il problema di come si sia arrivati a certe candidature. Tutti, stampa compresa, parlano con facilità delle condizioni poste dai candidati per accettare o meno l'impegno pubblico. Non abbiamo sentito alzarsi uno sdegno particolare per questa vicenda, così come nessuno si è strappato i capelli per le mancate primarie, ritenute dal centro sinistra unico strumento di partecipazione possibile per il pd. Sentiamo piuttosto un gran parlare di Honsell e delle battute della Littizzetto su di lui, oppure di Cainero... grande sportivo. Mi domando se e dove si sia smarrito il buonsenso delle persone. O forse, il senso di impotenza può più della rabbia che bisogna tenere a bada quotidianamente.

La presenza di condannati nelle liste è qualcosa di talmente inconcepibile che solo il fatto che si debba parlarne è spaventoso.

Però, di consegnare il certificato elettorale proprio non me la sento. Voterò per persone che hanno la schiena diritta e farò tutto il possibile per conoscerli e, se necessario, stanarli. E già, perchè oltre ad apparire sui cartelloni stradali e sulla stampa, la stragrande maggioranza è ancora indaffarata a fare le proprie valutazioni e dei cittadini non se ne cura un granchè. Trovo invece molto bello l'appuntamento del giovedì sera, il Punto Programma di Gianni Ortis. Ogni giovedì un tema diverso, ogni giovedì facce nuove. Un bell'esempio di partecipazione e trasparenza.

Inviato da flower martedì 26 febbraio 2008 alle 17:56 Inizio | Originale | Rispondi

R: No, a condannati nelle liste

Concordo su tutto. Ma penso che ognuno di noi debba far qualcosa per rendere di pubblico dominio gli squallidi giochi che hanno portato a sbandierare alcune candidature. E nel centrosinistra come nel centrodestra. Honsell, per esempio, accetta di "correre" per palazzo D'Aronco solo pochi giorni dopo aver dichiarato di voler portare a termine il mandato rettorale. Che fiducia può riporsi in chi cambia così disinvoltamente il suo percorso? Chi, quali poteri, hanno potuto determinare il rettore ad un acrobatico ribaltamento di 180°? E per quali motivi la connection Illy-Cecotti ha posto questa soluzione senz'altro assai poco attesa, e auspicata, dai cittadini?

Nel centrodestra si è veramente allo sconcio se non altro per il contino avvicendarsi si più nomi: il notaio Amodio ritira la candidatura e, coincidenza da prendere in considerazione, lo fa subito dopo la scesa il campo del rettore sul fronte opposto. Si rispolvera quindi il nome di Biasutti che, più furbo di chi lo ha proposto, rifiuta l'incarico. In successione si parla del saltatore in alto così mostrando di raschiare il fondo del barile. Infine, dopo breve pausa, ecco ricomparire (sì, perché il suo nome era già stato fatto per la Provincia) il Cainero che però, aspetto non secondario, pone nella sua squadra Biasutti ricostruendo così un vecchio tandem.

E i cittadini? Fin qui hanno osservato passivamente questa deprecabile giostra, ma è sperabile che giunti al dunque, ossia al giorno delle consultazioni elettorali, sappiano scegliere chi ha fin qui dato palese, genuina testimonianzza di amare la città e i suoi residenti.

Pertanto... non disperiamo.

Inviato da nico mercoledì 27 febbraio 2008 alle 13:08 Inizio | Originale | Rispondi

R: No, a condannati nelle liste

non disperiamo, infatti.

nel frattempo invito tutti a leggere Il Gazzettino di oggi. Anticipo solo il contenuto.

Massimo Blasoni gode di ottima salute eppure ha un pass auto per disabili. Chi l'ha scoperto? Un gruppo di persone che hanno visto la sua Porsche parcheggiata sulle strisce gialle, davanti al Cinecity.

Bravo Il Gazzettino che oggi ha fatto emergere bene chi predica bene e razzola male. Perchè? Perchè ha pubblicato foto e didascalia insieme a un articolo di Blasoni in cui lamenta lo stato insopportabile in cui versa la sanità, in particolare rifendondosi ai tempi di attesa qui a Udine.

Siamo al delirio

 

 

Inviato da flower mercoledì 27 febbraio 2008 alle 13:32 Inizio | Originale | Rispondi

R: No, a condannati nelle liste

Beh, sì, come si suol dire siamo alla frutta.

Però, sa, quanto viene oggi rimproverato al consigliere regionale che parcheggia abusivamente in uno stallo riservato ai disabili è quasi un peccatuccio paragonato ai suoi trascorsi.

Trascorsi che peraltro, per quanto di notevole gravità, non suggeriscono al partito in cui milita di evitarne la ricandidatura e, ne sono certo, la sua rielezione.

E il problema del marciume del nostro sistema è tutto qui.

Nel costume dei nostri rappresentanti che sono tali anche per colpa nostra, per colpa di noi tutti che abbiamo perduto la capacità di indignarci e il coraggio civile di esprimere ad alta voce il nostro disgusto. E così la "casta" continua ad alimentarsi sia in modo autonomo, attraverso possibilità finanziarie sulle quali sarebbe opportuna una seria analisi, sia in modo eterodiretto tramite la nostra insipienza, la nostra ignoranza, la nostra colpevole inerzia.

Chi qui le risponde, negli anni 80 ha pagato un caro prezzo per la sua naturale propensione a denunciare chiaramente, tramite una rete radiotelevisiva, ciò che accadeva  dentro e fuori i cosiddetti Palazzi del potere. Ma, nonostante ciò, non demordo considerando doveroso per ogni cittadino che non si ritenga suddito un serio impegno nel sociale.

Non siamo in molti a pensarla così. La maggior parte dei cittadini preferisce lo squallido tran-tran quotidiano che sarà anche triste, ma che preserva da pericoli di qualsivolgia natura. E questa riflessione che trova, mi creda, un quotidiano riscontro nella condotta dei più, è ancora più triste. Anche perché quella "maggior parte" è poi la prima a criticare (ma nei bar, nelle osterie o andando a passeggio) il comportamento della classe politica.

Ma io continuo a sperare perché so che verrà (dovrà venire) il giorno in cui ad ogni singolo cittadino sarà posta una semplice domanda: ma tu, nella tua esistenza, qual è l'impegno che hai posto alla ricerca del miglioramento della società in cui hai fin qui vissuto?

Questa è la domanda fondamentale che purtropo si pongono solo quei pochi che della vita hanno una visione esaltante.

Inviato da nico mercoledì 27 febbraio 2008 alle 16:37 Inizio | Originale | Rispondi

R: No, a condannati nelle liste

siamo già in due!

Inviato da flower mercoledì 27 febbraio 2008 alle 16:55 Inizio | Originale | Rispondi

R: No, a condannati nelle liste

Il problema è prevalentemente culturale, nel senso che molti sconoscono i propri diritti e sono pertanto privi di quel bagaglio conoscitivo che potrebbe farli propendere per una civile protesta. Certo, c’è chi anche solo per pigrizia mentale preferisce tirare a campare, ma se si va fra la gente si capisce che il vero problema è l’incultura.
E la politica, come la chiesa cattolica nella prima metà del secolo scorso, è in genere ben lieta di questa condizione. Le do una prova. Partecipando ad un forum nel sito di Alessandro Tesini ad un certo punto l’ho sfidato ad uscire allo scoperto invitando, lui personalmente, a denunciare all’opinione pubblica fatti e misfatti di alcuni di coloro che saranno candidati alle prossime consultazioni. Mi ero infatti stufato del solito mio blà-blà e dell’analogo blà-blà del presidente del consiglio regionale.
Bene, alle precedenti “chiacchierate” nelle quali si discettava su questioni di principio, il buon Tesini ha sempre partecipato. Ma l’ultimo mio intervento nel quale, per l’appunto, criticavo il fatto che i politici, e per primi, dovrebbero fare pubblica denuncia delle mele marce che fra loro esistono, è fin qui senza risposta.
Ha notato che nella società civile sono solo i cittadini senza cariche politiche a stigmatizzare la casta, mentre i politici stanno “in campana”?
E questo atteggiamento porta necessariamente al marciume della vita politica perché è mia convinzione che loro, i politici in servizio attivo, dovrebbero sbarazzarsi di coloro che della classe politica forniscono un profilo pessimo e talvolta bieco.
Ma loro tacciono. Perché?
 

Inviato da nico giovedì 28 febbraio 2008 alle 13:34 Inizio | Originale | Rispondi
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