Riflessioni pubbliche e non
Udine e il rischio di diventare un povero "ingrediente" della potente "cucina" regionale
Avv. Piero Zanfagnini
Sono completamente d’accordo con Gianni Ortis, candidato Sindaco di Udine, quando avverte che Udine sta subendo i condizionamenti della “cucina” politica regionale e così rischia concretamente di diventare un semplice tassello di uno scacchiere politico, quello regionale, dove si negoziano gli organigrammi combinati di Regione - Provincia di Udine -Comune di Udine - Enti Locali e presidenze varie.
Il centrosinistra dovrebbe rendersi conto, e il Partito Democratico per primo, che così impostando l’approccio alle elezioni di Udine si ottiene il solo risultato di allontanare ancor più velocemente la gente dalla politica. I candidati, se devono essere votati direttamente dal popolo, non possono più nascere da complicate trattative tra partiti alla ricerca di equilibri di potere tra loro, o, addirittura, all’interno di un singolo partito, alla ricerca di equilibri interni.
La candidatura dell’avvocato Ortis è quella di un nostro concittadino che ha una sua precisa personalità politica, ben nota agli udinesi, che viene dalla matrice socialista e si pone come naturale alternativa alle candidature del centrodestra.
Cominciano, perciò, non troppo brillantemente il loro cursus nel Partito Democratico i “quattro del direttivo” che attaccano un uomo come Ortis, accusandolo di voler spaccare il centrosinistra.
A mio avviso, è scaduto il tempo delle primarie, che non si possono fare a febbraio per aprile, e che si sarebbero dovute tenere ben prima e tra candidati già noti ai cittadini. Oggi significherebbbero soltanto, esse sì, una spaccatura nell’elettorato alla antevigilia della consultazione elettorale, quella vera.
Il centrosinistra ha, in questo momento, un candidato preparato e disinteressato, attento soltanto alle esigenze dei suoi concittadini, e che domani, pur con una sua identità politica, saprà essere il Sindaco di tutti. Il centro sinistra, e quindi anche il PD, lo sappia riconoscere.
Se invece si continuerà ad attaccarre Ortis, sarà lecito arguire: 1) che il PD è travagliato da una costante preoccupazione, quella di un bilanciamento faticoso tra ex Margherita ed ex DS; 2) che l’avvocato Ortis per il PD è portatore di un peccato originale, quello di avere una ispirazione socialista; 3) che le scelte elettorali del centrosinistra nella città di Udine potranno essere fatte soltanto una volta che il centrosinistra conoscerà la decisione che prenderà il “governatore” Illy per sé e per i suoi “collaboratori”.
Ma a ciò ritengo che gli udinesi si ribelleranno.
Da cittadino attento a che la propria città sia degnamente rappresentata e che perciò crede nella candidatura di un personaggio “prestato alla politica”, e non già un “professionista della politica”, assieme a tanti miei concittadini invito Gianni Ortis ad andare avanti.
Gli altri avranno tempo e modo di ricredersi.
Piero Zanfagnini
